E la prima serata del Festival è andata. Il Grillo scatenato lo abbiamo visto fuori dall’Ariston. All’interno invece il leader dell’M5S è rimasto poco più di un’ora e a rubargli la scena è stato il dramma dei due operai che hanno fatto tornare alla mente l’edizione del 95.
Un inizio di Sanremo non brillantissimo. Bello il ricordo di Fabrizio De Andrè fatto da Ligabue. Le canzoni in gara hanno stentato a decollare e a prendersi la scena è stata, com’era prevedibile, Raffaella Carrà protagonista di un lungo momento arricchito da una corposa intervista che è stato un viaggio nella carriera di Wonder Woman, come l’ha definita Luciana Littizzetto che ha ripoposto Rumore fasciata nel costume originale. La Carrà, che era all’Ariston per festeggiare i 60 anni della Rai, si è esibita con il suo nuovo look e il nuovo repertorio dance con la vitalità che le ha garantito un posto nella storia dello spettacolo.
Sicuramente nella storia c’è già Cat Stevens, Yusuf dopo la conversione all’Islam: dopo Peace Train e Road Singer, in cui si è concesso un omaggio ai Beatles di «All You Need Is Love» il viaggio nell’emozione di Father and Son, uno di quei brani che sono la colonna sonora personale di intere generazioni. Salutato dall’Ariston con una prolungata standing ovation. In una serata complessa, che ha fatto saltare i tempi della scaletta, il ritmo non è stato sempre fluido. La coppia Fazio-Littizzetto è una sicurezza, il loro rapporto poggia su basi solide e un mestiere ultra collaudato. La gara ha visto in scena i primi sette Campioni a Sanremo , ciascun concorrente proponeva due brani, il Televoto e il giudizio della stampa seleziona quello che si ascolterà nelle prossime serate.
Arisa resta in gara con Lentamente, che è sembrato il pezzo più debole, Cristiano De Andrè prosegue con Il cielo è vuoto, il suo titolo più pop, ma lui avrebbe voluto far passare Invisibili. I Perturbazione restano in gara con L’unica, Raphael Gualazzi e Bloody Betroots vanno verso la finale con la dance di Liberi o no, Frankie Hi-Nrg Mcva avanti con Pedala, Antonella Ruggero con Da lontano, Giusy Ferreri con Ti porto a cena con me. Giusto salutare Freak Antoni da pochi giorni scomparso e dare spazio a Paolo Jannacci in ricordo del grande Enzo. Sulla Casta restiamo del parere, che in Italia c’è tanto di meglio. Piacevole il prologo di Sanremo realizzato da Pif, molto in stile Il testimone.



