Il Graffio

Fischia il Vento: F35, necessità o spreco scandaloso?

Fischia il vento

Gli F35, le esigenze di sicurezza italiane ed europee, il peso dell’industria militare nelle politiche dei governi, il rapporto con la Nato e quello con gli Stati Uniti… A fronte dei 14 miliardi di spese militaril’anno, senza contare le missioni all’estero, Gad Lerner cerca di tracciare le direzioni e le tensioni della  Difesa in Italia, nella decima e ultima puntata di Fischia il Vento, il programma di informazione e approfondimento, in onda mercoledì alle  21.30 su laeffe.

Un Paese diviso tra la posizione di Napolitano, garante del patto di alleanza con la Nato, la risposta dell’ambasciata americana a Fischia il vento: “L’Italia è sempre stata un importante partner all’interno della NATO, e ci auguriamo che manterrà il suo tradizionale impegno per avere forze armate moderne e ben addestrate”,  quella di chi si schiera contro il blocco di potere industrial-militare e invita a “svuotare gli arsenali per riempire i granai”, come suggeriva Pertini.

In questo scenario si inserisce il piano di acquisto di 90 F35, dal costo di 135 milioni di euro ciascuno, prodotti dagli americani della Lockheed Martin in consorzio con aziende di altri paesi come l’italiana Alenia Aermacchi di Cameri (Novara), che il governo Renzi ha annunciato di voler modificare.

Lerner ha incontrato il Ministro alla Difesa Roberta Pinotti che degli F35 dice: “Penso che una razionalizzazione del programma sia fattibile: lo stanno facendo anche altri stati come l’Olanda… ma facciamo attenzione: non siamo acquirenti, siamo coproduttori… serve serietà verso le imprese che hanno investito su questo programma…”. Un investimento strategico per la nostra difesa secondo il Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli che alla luce delle nuove modalità di conflitto definisce gli F35 ”il futuro delle forze aeree per i prossimi 40/50 anni”.

Posizione che trova d’accordo l’ex Ministro della Difesa Mario Mauro e il colonnello dell’Aeronautica Militare Andrea Di Pietro, mentre il direttore di Limes  Lucio Caracciolo analizza il nuovo quadro geopolitico d’Europa. Tesi opposte invece per il Coordinatore Rete Disarmo Francesco Vignarca sostenitore di “un’integrazione europea che derivi da una politica estera europea: se riuscissimo a mettere insieme i 28 eserciti dell’Unione potremmo risparmiare ogni anno 100 miliardi, avendo la stessa capacità di dispiegamento di forze degli Usa. […] un esercito [ndr: italiano] da 200/300mila persone davvero efficiente potrebbe servire a tutti gli scopi.

 Dibattito acceso che ha trovato tante voci anche  durante i festeggiamenti del 25 aprile. Lerner ha partecipato al raduno pacifista di Verona dove ha incontrato David Riondino, padre Alex Zanotelli(Missionario Comboniano), don Luigi Ciotti (Presidente Libera), Renato Accorinti (Sindaco Messina),Gianni Alioti (Fim – Cisl Ufficio Internazionale) e Maurizio Landini (Segretario generale Fiom).

 Tagli alle spese e oltre 1.500 siti militari da dismettere al centro del reportage di Vittoria Iavovella eMatteo Vieille. Un’inchiesta su un patrimonio milionario rincorso da costruttori e finanzieri privati, ma anche da uomini di stato per  soddisfare una vera fame “pubblica” di scuole, uffici e case popolari.  Appuntamento mercoledì con l’ultima puntata di Fischia il Vento.

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