Il Graffio

Il tempo e la storia: il complesso percorso dell’uomo

Il tempo e la storia

Il tempo e la storia. “Autorevolezza deve essere l’assioma del servizio pubblico, la parola d’ordine della Rai, la sua caratteristica imprescindibile”. E allora “diventa importante affidarsi a chi, sa con l’obiettivo di allargare i programmi storici e avvicinarvi il pubblico in modo autorevole. Per alzare sempre l’asticella, per poter affermare: se lo dice la Rai è così”. Lo ha sottolineato il direttore generale della tv pubblica Luigi Gubitosi a Viale Mazzini nel corso della presentazione di Il tempo e la storia, il nuovo programma di Rai Educational in onda dall’11 novembre, dal lunedì al venerdì su Rai3 alle 13.20 e alle 20.30 su Rai Storia. Centosessanta puntate per raccontare la complessa storia dell’uomo attraverso i passaggi che, un’epoca dopo l’altra, l’hanno segnata e ne hanno tracciato il cammino e per fornire uno strumento di lettura del presente.

A condurre il programma Massimo Bernardini, che insieme ad alcuni dei più autorevoli storici italiani costruirà, di puntata in puntata, il racconto della Storia. Un’operazione che, ha ricordato Bernardini,  si ispira all’indimenticata esperienza de L’Approdo, la più longeva trasmissione culturale della Rai in onda dal ’63 e per quasi un decennio, resa possibile grazie al contributo di autorevoli personalità del mondo della cultura dell’epoca. Sulla scia di quell’esperienza, Il tempo e la storia si avvarrà di un comitato storico-scientifico del quale fanno parte: Alessandro Barbero, Mauro Canali, Franco Cardini, Isabelle Chabot, Giovanni De Luna, Ernesto Galli Della Loggia, Emilio Gentile, Agostino Giovagnoli, Alberto Melloni, Gilles Pecout, Francesco Perfetti, Giovanni Sabbatucci e Lucio Villari.


"Non è solo un programma tv, ma anche e soprattutto una grande sfida - ha fatto notare Silvia Calandrelli, direttore di Rai Educational -. Un'operazione culturale complessa. Per questo abbiamo voluto tredici studiosi, ciascuno con la propria competenza, con i quali il programma è scritto e realizzato puntata per puntata". Una trasmissione, ha insistito Gubitosi, che si inserisce "nella grande tradizione Rai di programmi storici. Per essere autorevoli bisogna affidarsi a chi sa. Ecco perchè abbiamo deciso di creare questa comunità di esperti e studiosi. La sfida de Il tempo e la storia è quella di riuscire a conciliare la cultura, il rigore scientifico e il linguaggio televisivo". Un concetto ribadito dal presidente della Rai Anna Maria Tarantola: "In un contesto di rigore scientifico e autorevolezza non possiamo permetterci il lusso di essere superficiali. Siamo servizio pubblico se avviciniamo tutti alla conoscenza. Sono lieta che una particolare attenzione sarà dedicata alla figura delle donne e al loro ruolo fondamentale nella storia". Il contributo dato delle donne, come protagoniste e come studiose, sarà curato da Isabelle Chabot, presidentessa dell'Associazione delle donne storiche. Tra i temi, il femminismo nell'Islam e il femminismo degli anni '70 per la conquista dei diritti civili, ma anche l'immigrazione femminile negli anni '50 e il rapporto tra le donne e la chiesa. La storia non è mera conoscenza del passato. Per Erodoto la storia è la descrizione degli avvenimenti, per Manzoni una guerra illustre contro il tempo.

Per i grandi Maestri la storia è la scienza degli uomini nel tempo e la sua relazione con il presente è il fondamento sul quale costruire il futuro. A Massimo Bernardini il compito di orchestrare il grande racconto della Storia affinchè possa arrivare al pubblico in modo chiaro e coinvolgente. "Confesso - dice Bernardini - che sono rimasto inizialmente sorpreso per il fatto che l'azienda mi abbia scelto. Non ho una formazione storica, ma più che altro musicale. Potrei definirmi un asino curioso. Ma la verità è che il pubblico ha delle domande da fare e gli storici hanno l'autorevolezza per rispondere, io sono come un direttore d'orchestra. Non mi posso certo paragonare a quello che considero un maestro come Minoli, l'unica arma che metto in gioco è quella della curiosità. Spero che il pubblico ci venga dietro: fatelo per gli storici, per la Rai, per voi". La sigla ha una firma d'eccezione, quella di Ivano Fossati con una versione ridotta del brano "C'è tempo".

Lascia un commento