Il Graffio

“L’ISOLA” È UN SUCCESSO. LO SPACCATV INTERVISTA FABIO MORICI

Fabio Morici, L'Isola, raiuno, Raoul Bova

Dieci puntate trasmesse finora, nove vittorie nel prime time e ieri sera un altro grande risultato  nonostante lottasse contro la prima puntata del nuovo corso di Zelig. Stiamo parlando de L’Isola, la fiction girata all’Elba e che rappresenta una scommessa vinta da Rai1 che ha creduto fortemente in questo prodotto. Tra i co-protagonisti troviamo Fabio Morici nel ruolo di Massimo Schintu, il secondo capo della squadra di Tara.

Fabio ci racconta dell’entusiasmo di tutto il cast che ha lavorato per questa fiction, delle difficoltà,della sfida con Ultimo, del futuro di questo progetto. Ma nella carriera di Fabio ci sono anche delle web series, dei romanzi, del teatro e la radio con Lillo  & Greg.

 Fabio, L’Isola sta riscuotendo un enorme successo di pubblico, raccontaci come è nata la possibilità di recitare in questa fiction.

“Il direttore del casting, Gianluca Greco, che mi aveva già notato (per mia fortuna) in lavori precedenti, mi ha proposto di incontrare il regista per “una parte in una nuova serie per Rai Uno sulla Guardia Costiera…” Non si sapeva molto di più, allora: progetto Top Secret! Poi l’incontro col regista, il grande Alberto Negrin, è stato (ancora per mia fortuna) l’incontro perfetto. Ero al posto giusto nel momento giusto. Quell’attimo che, chi fa il mio mestiere, cerca di inseguire continuamente. Per un bel po’ non ho saputo nulla sull’esito del provino. Poi, d’improvviso, un giorno mi sono ritrovato negli studi di produzione a parlare con regista, sceneggiatori, aiuto-regista… e con la costumista che mi prendeva le misure per la divisa di Massimo Schintu!”
L’Isola è stata girata in location meravigliose della Toscana. Quali sono state le difficoltà maggiori durante le riprese e che clima di respirava all’interno del cast”.

“È vero, l’Isola d’Elba è meravigliosa. Me ne sono innamorato e ho continuato ad andarci in vacanza. Le maggiori difficoltà ce le hanno create senza dubbio le numerose scene in mare. Spesso siamo dovuti uscire con tempo brutto, mare mosso, perché non potevamo permetterci di aspettare sempre il sole e il mare piatto. Anche perché le riprese sono iniziate a marzo e finite a ottobre. Ma ne è valsa la pena: le scene in mare sono la forza principale della serie”.

Dopo le due stagioni di Gente di mare, è arrivata L’Isola, ci sarà una quarta stagione?

“Senza dubbio il successo ottenuto farà venire a molti voglia di continuare. E poi, gli isolani, che ci hanno accolto con tanto calore e disponibilità, non vedono l’ora di ridarci asilo!”

Recentemente vi siete trovati in contro-programmazione con Ultimo -L’occhio del falco, con Raoul Bova, quali erano le vostre sensazioni prima di questa “sfida”?

“Ultimo è una grande prodotto. Inoltre mancava in tv da diversi anni, quindi c’era grande attesa. Sapevo che ci trovavamo di fronte alla sfida più dura dall’inizio della programmazione. Una nuova serie, alla prima stagione, contro un gigante dell’auditel… Abbiamo perso a testa alta! La prima sconfitta dopo sette vittorie consecutive a mani basse. Se analizziamo bene i dati, però, il fatto per noi importante è che “Ultimo”, con i suoi 6,5 milioni, non ha tolto pubblico all’Isola. L’ha preso altrove. I nostri 5 milioni  erano sempre lì, ci seguono fedeli dalla prima puntata. Anzi, a dirla tutta, siamo noi che abbiamo tolto pubblico a “Ultimo”, perché le passate stagioni faceva 7/8 milioni… Grande Raoul!”

 Secondo te quale è il livello in Italia delle fiction?

“Abbiamo voglia di produrre, questo è evidente. E abbiamo voglia di proporre format nostri. Forse ogni tanto è mancato un po’ di coraggio. Ci si muove sul già noto, per paura dei salti nel buio. Ma mi sembra che la tendenza stia cambiando. Ci stiamo aprendo a più generi finalmente. Non solo famiglie e crisi di coppia. Sono arrivati criminali, gangster, mistery, persino qualche incursione nel paranormale. Dobbiamo continuare così  e puntare molto sugli sceneggiatori. Pur essendo necessario dare alle idee limiti di budget, dentro qui limiti si può lasciare gli scrittori più liberi. Con L’Isola si è piantata una nuova bandierina, in questo senso. Abbiamo dimostrato che si può osare di più. Rischiare di più. Una serie con così tante location, così tanti personaggi, così tanti mezzi, tante scene d’azione ambiziose, non si era ancora prodotta in Italia. E poi una tematica così pionieristica: l’ecologia, anzi, addirittura la fanta-ecologia”.

 Una cosa che ci incuriosisce molto, sei molto attivo nelle Web series, una di queste (Felici e contenti) è stata trasmessa su Repubblica.tv. Parlaci di questi progetti.

“Premesso che i mezzi di comunicazione, tutti, mi interessano a prescindere, sia come attore e scrittore, sia in quanto studioso di comunicazione, bisogna per forza essere attivo nelle web series! Perché c’è una nuova generazione che ha praticamente bypassato la TV. Del resto, negli USA, ci sono attori del calibro di Kiefer Sutherland che hanno fatto webseries. “Felici & Contenti” andata in onda su Repubblica.tv, prodotta da Press Factory e scritta da me e Alessandro Bardani, è non solo un tentativo di produrre per il web, ma anche di ampliare il ventaglio dei generi. E’ infatti una sitcom noir, con protagonisti due becchini (uno è Francesco Montanari), il mio personaggio è un rappresentate di bare. Sullo humor nero non si è mai scommesso molto in Italia, finora. Ma il web è proprio lo spazio adatto per ribaltare le cose. I generi sul web stanno tornando alla ribalta. La fantascienza addirittura, praticamente inesistente da sempre in Italia, viene invece prodotto sul web. E poi l’horror, da tempo dimenticato. Lo splatter! Sul web stanno inoltre tornando al centro proprio gli autori. Le produzioni sono low budget, i volti poco noti. E proprio per questo, se non funziona la storia, nessuno ti segue”.

Sei un artista poliedrico e oltre a cinema e tanto teatro, attualmente sei anche in radio con Lillo &Greg. Ti trovi a tuo agio in quell'ambiente e com 'è lavorare con quei due?!

"In radio mi trovo perfettamente a mio agio. Amo la parola e amo l'assurdo. Nel senso che la mia cifra comica è quella dell'assurdo, del non-sense. Quindi come potrei trovarmi male a lavorare con due pilastri dell'assurdo come Lillo & Greg. Tra l'altro, sono un loro fan da sempre, fin dall'adolescenza. E finirci a lavorare insieme è stato tipo vincere un premio!"

Sappiamo che hai scritto anche due romanzi, dove nasce la tua vena creativa?

"Il secondo è ancora inedito, sto cercando l'editore giusto, perché è una storia in cui credo molto e non voglio fare mosse sbagliate. Nel frattempo, dal primo romanzo "Appena il tempo di andar via" abbiamo realizzato un adattamento cinematografico e sono in cerca di produttore.  Inseguire editori e produttori è un hobby niente male! Comunque, tornando alla vena, tutto nasce dal bisogno di raccontare storie. Quando hai un bisogno forte, non puoi fare a meno di esprimerlo. Ce l'ho fin dalla prima adolescenza, quando scrivevo e interpretavo i primi rudimentali corti. Non so bene perché, ma sento il bisogno di far parte del meccanismo narrativo umano. C'è narrazione ovunque, dovunque ti giri. E non voglio lasciarmela sfuggire".

Il nostro sito parla soprattutto di tv, quando hai tempo cosa ti piace guardare e cosa proprio non sopporti?

"Anzitutto complimenti per il sito! Molto accattivante e ricco di contenuti. Io sono un patito di serie statunitensi: Dexter, Fringe, Big Bang Theory, Californication, solo per nominarne alcune tra quelle ancora in produzione. Andando indietro il Dr. House, 24, Lost... e ancora indietro X-Files, Friends, Twin Peaks... Ancora più indietro? A-team, Super Vicky, Genitori in Blue Jeans... Insomma, credo sia chiaro che ho una seria dipendenza da telefilm! Cosa non sopporto: così come amo la finzione che non finge, non amo invece la realtà che finge. E la TV ne è piena".

 I progetti futuri di Fabio Morici?

"Ce ne sono vari. Dovrebbe essere pronta a febbraio un'altra web series, sempre comica, scritta da Fulvio di Meo "Lo psicologo della mutua". Sono il protagonista, uno psicologo che fa tutto quello che uno psicologo non dovrebbe fare mai. Poi sto iniziando a lavorare a un documentario. E dobbiamo vincere un torneo di pallavolo iniziato ieri (prima partita 3 a 0 per noi!)"...

 Fai un saluto allo Spaccatv!

"È inutile spaccare la tv, perché “Qualunque cosa tu faccia con il tuo televisore, il canone è un'imposta obbligatoria legata al suo possesso”. Ciao e grazie dell'intervista!!"

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