Riccardo Schicchi, il gentiluomo sui generis

Il tremendo diabete che si era impossessato di lui non gli aveva impedito di continuare a lavorare con grande passione e dedizione. Riccardo Schicchi era persona dalla grande sensibilità e grande disponibilità. Un gentleman nonostante facesse parte di un ambiente particolare, fatto non sempre di gente trasparente, anzi tutt’ altro. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e sentirlo spesso, specie nel 2006 e nel 2007. Curava perfettamente tutti i contatti e non si tirava mai indietro di fronte a un invito in un programma, un collegamento telefonico o quando gli chiedevi qualche sua star per qualche ospitata televisiva. Se ne va un personaggio che ha fatto storia in un’epoca particolarissima. A proposito di Epoca. E’ lì che aveva mosso i primi passi come fotografo trasversale dopo gli studi in un Liceo Artistico della sua Sicilia (era nato ad Augusta).  Inutile ricordare che Ilona Staller, l’indimenticabile Moana Pozzi , Eva Henger e tante altre devono la loro fortuna grazie a questa persona che da vero talent scout sapeva esaltare e valorizzare tutte coloro che riteneva valide per il suo mondo. Con lui nasce in radio Cicciolina e con lei la Diva Futura, l’agenzia che tanta fortuna ha portato al produttore siciliano. Il partito dell’amore, da Schicchi fondato aveva fatto parlare molto agli inizi degli anni 90 e per un soffio questo movimento non era entrato in Parlamento.

E visto che in questo blog parliamo soprattutto di televisione è bene ricordare che il primo seno scoperto in tv lo si è visto proprio grazie a Riccardo nel 1978 nel programma di Rai2 C’era due volte. Con la Henger di fatto si era separato da anni, ma con l’attrice ungherese non  aveva mai chiuso i rapporti visto che vivevano ancora insieme, non c’era mai stato di fatto il divorzio e i suoi unici due figli sono stati fatti con lei. Mercedes e Riccardino dovranno sicuramente andare fieri del padre, si dirà personaggio discutibile, trasversale, diseducativo, ma che nel suo genere ha saputo fare tutto con grande stile, originalità e non a caso nelle numerose interviste, che si possono trovare sul web si nota facilmente che con lui si poteva parlare di tutto, sempre in modo sorprendente.

La morte di Schicchi lascia un’eredità difficile da prendere per chiunque e come già successo per altri generi cinematografici che hanno perso i loro guru, anche in questo caso si chiude definitivamente un’epoca. Per chi fa questo mestiere sarà bene però non dimenticare gli insegnamenti di questi personaggi, non emulandoli, perchè è fondamentale l’originalità, ma partendo da delle basi importanti senza le quali non si va da nessuna parte.

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