Report tra coca cola e biberon

Secondo appuntamento con il programma di Sigfrido Ranucci “Report“, in onda su Rai3 lunedì alle 21.30.

Nel primo servizio dal titolo Dio coca cola, di Claudia Di Pasquale, la Coca Cola è la più venduta al mondo: circa due miliardi di bottiglie al giorno, cinquecento marchi distribuiti in duecento Paesi. Per capire come è diventata la numero uno abbiamo fatto un viaggio negli Stati Uniti, nella sede storica di Atlanta, dove c’è la cassaforte che conserva la sua formula magica, il primo segreto del suo successo. L’inviata di Report ha viaggiato tra Canada, Messico, Colombia, Mauritania e poi negli stabilimenti italiani di Nogara (VR), Oricola (AQ), Marcianise (CE) e nella Sibeg di Catania. L’uso delle concessioni delle falde, il braccio di ferro con le autorità sanitarie che tentano di limitare i danni dello zucchero introducendo la tassa sulle bevande gasate e zuccherate, i finanziamenti e le sponsorizzazioni, le spy stories: sotto la lente di Report sono passate tutte quelle strategie che hanno consentito alla Coca Cola di mantenere il primato per centotrenta lunghi anni. Report ha poi fatto analizzare il contenuto della Coca Cola, e di alcuni degli altri duecento prodotti di punta dell’azienda di Atlanta. I risultati nell’inchiesta.

Nel secondo servizio intitolato Biberon a tutto gas di Emanuele Bellano, cinquecentomila neonati italiani ogni anno succhiano, direttamente dai biberon dell’ospedale, residui di ossido di etilene, un gas cancerogeno secondo l’Oms. Oltre un anno fa, la direzione prevenzione sanitaria del ministero della Salute aveva raccomandato di non utilizzarli se non in casi particolari, ma alle Asl italiane non è stato comunicato e nel frattempo gli appalti sono andati avanti. Sette milioni di biberon e tettarelle trattati con l’ossido di etilene continuano ad essere utilizzati negli ospedali italiani, anche se in Europa già dal 2007 è vietato sterilizzare con questo gas i contenitori ad uso alimentare. Com’è possibile?

Nel terzo e ultimo servizio dal titolo Presenze ingiustificate di Antonella Cignarale, a seguito del blocco degli scatti stipendiali subito dai docenti universitari dal 2011 al 2015, con la legge 240/2010 (più nota come legge Gelmini), Miur e Mef hanno stanziato 108 milioni per un incentivo una tantum come parziale recupero dei mancati compensi. Il bonus non è destinato a tutti gli aventi diritto e ogni Università ha predisposto un proprio regolamento, un bando e dei criteri di valutazione e selezione basati sul merito scientifico e accademico.

L’inchiesta parte dai criteri adottati da differenti università italiane per la selezione dei docenti beneficiari e mette a fuoco laddove le procedure di valutazione dei meriti hanno creato disparità di accesso all’incentivo economico per i docenti candidati.

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Antonio Tortolano

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv e megamusic, due webzine che mi hanno aperto anche al mondo del social media marketing…

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