L’influencer ti influenza? E quanto influenza l’influencer?

Il mondo dei social network, nell’essere umano, ha cambiato drasticamente il modo di concepire la socialità stessa, il modo di vestire, di truccarsi, di praticare attività fisica, di comunicare attraverso foto, video, storia e videotutorial. Questi ultimi, così come i social network e internet in generale, permettono di poter interagire con le persone, di promuovere sé stessi e i prodotti.  Tutto questo è molto produttivo sicuramente, tanto che, negli ultimi anni, si è affermata, dopo una timida apparizione, una nuova figura lavorativa: l’influencer.

Il vocabolo stesso influencer, prestito linguistico dall’inglese, significa colui che influenza.

Influenzare cosa? Chi? Ma poi in cosa consisterebbe questo lavoro? A questo punto diventa più semplice tentare di circoscrivere l’azione propria di chi svolge questo nuovo lavoro consistente nell’influenzare qualcuno nella scelta di qualcosa come un taglio di capelli, l’acquisto di un prodotto per la cura delle propria pelle, di un vestito rispetto a una camicia, ecc., la scelta è ampia! Magari, influenzare semplicemente un parere, un pensiero, soprattutto se a proporli sono dei personaggi famosi.

Al di là di questo, però, è possibile notare tre fattori comportamentali in comune tra alcuni degli influencer:  1) il gesticolare smanioso, fastidioso e tediante, tendente a evidenziare il movimento di una mano come per sottolineare la rilevanza di un’affermazione, di un giudizio, di una critica, di un concetto appena esposto o, forse, con questo modo di essere e atteggiarsi, come per comunicare e mostrare parte della propria personalità. In tal modo, a risultare influenzati non sono soltanto i gusti nell’abbigliamento  personale, ma diventano condizionati anche il modo di essere, gli atteggiamenti e quanto si riesce a ispirare.

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2) Molte influencer, grazie a questa loro peculiarità social, ricevono offerte di lavoro per far parte di un cast in film, fiction, programmi vari, pur non disponendo di una grande esperienza nel campo, ma, semplicemente, grazie ai followers ossia al loro seguito, pavoneggiandosi e immedesimandosi un po’ nelle dive di Hollywood.

3) Alcune di queste influencer contano svariati followers, ma oltre ai molti o pochi like ricevuti, hanno l’abitudine di apparire (si nota, nei selfie, la tipica espressione “duckface” o la classica posa “innaturale” con un piedino leggermente alzato per evidenziare una parte del corpo desiderata), e di mostrarsi troppo, ostentando soprattutto zone del corpo precise, al fine di accaparrarsi altri seguaci, altre conferme, consensi, commenti, etc.; e poi?

Tutto questo, nella vita reale, quanto potrà assumere importanza? Cosa rimarrà  dopo? Quali saranno le soddisfazioni? Far affidamento sempre e solo nella propria bellezza ripaga sempre? O consegnare la propria fiducia alle proprie skills (abilità), permetterà di esprimere e rendere manifesta soprattutto la propria personalità?

Ma poi, il lavoro da influencer come evolverà? Tre anni? Cinque anni? Dieci anni? Poi? Bisognerà escogitare qualcosa di nuovo?

Alcune di loro non a caso, sono alla ricerca di nuove strategie, ora si scoprono scrittrici, personaggi dello spettacolo e dei reality-show, ma, comunque, desiderose di vivere nell’apparenza e, magari, il più possibile sotto i riflettori.

Chiara Alonzo

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Chiara Alonzo

Nata a Cassino, sin da piccola si appassiona al mondo del cinema, della televisione e del giornalismo, grazie anche all’influenza professionale di suo padre. Si laurea in Scienze della Comunicazione e muovi i suoi primi passi in radio.Si definisce una persona molto curiosa, caparbia e determinata e, forse, anche grazie a questo, ha la fortuna di perseguire i suoi sogni. Attualmente lavora come autrice e nella produzione di format televisivi e documentari.

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