Diego Riace e il successo di “Barbarians” su Netflix

Diego Riace e il suo sogno nel cassetto sin dalla tenera età: diventare attore. Un sogno diventato realtà: ha frequentato il CINETV, scuola per cinematografia e televisione, diplomandosi  come montatore cinematografico e televisivo. In quei 5 anni di scuola superiore ha avuto modo di conoscere in modo approfondito tutta la storia del cinema, mettendo in luce tutto il suo talento, tanto da essere stato scelto come uno dei protagonisti della serie di Netflix “Barbarians”.  Ho avuto il piacere di poter chiacchierare con Diego:

Sei stato un attore versatile e di talento. C’è stato un episodio particolare nel quale hai capito di voler fare l’attore?

Credo di aver capito di fare l’attore vedendo alcuni film tra cui “La febbre dell’oro” di Chaplin , “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone e “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone e i tre film “Conan” . In quel momento volevo essere io nei loro panni: volevo essere anche io un uomo forte e coraggioso ma al contempo sensibile e giusto. Ho cercato di carpire tutti i loro segreti.

Sei uno dei protagonisti della serie su Netflix “Barbarians”. Com’è stato interpretare il ruolo di “Quintus”, il vice del governatore romano Varo?

La serie verte sulla battaglia di Teutoburgo del 9 d.C: i germanici cercano di bloccare l’espansione dell’impero romano; una delle più gravi sconfitte dell’esercito romano, girato in tedesco e latino. Mi piacciono molto i personaggi cattivi, detestabili, fuori di testa. Quintus, il vice del governatore romano Publio Quintilio Varo, invece ha un onore, è un uomo con una grande mente ma anche spada, non è un soldato. Il suo essere un uomo acuto, rispettabile ed intuitivo. Difende semplicemente tutto ciò in cui crede, non è necessariamente cattivo. Personaggio molto bello, un eroe che sa scegliere la cosa più giusta. Per il provino ho comprato un costume da antico romano , girando nelle rovine di Ostia Antica. Volevo dare il massimo. E’ stata la produzione più bella ed emozionante, permettendomi di esplorare cose mai fatte: andare a cavallo, girare con armature meravigliose. Curato tutto nel minimo dettaglio, dalle scenografie, ai costumi.

La prossima stagione di “Barbarians”?

E’ una domanda alla quale non ti so rispondere esattamente. L’ultima notizia risale a Novembre, prima del covid. Se ne riparlerà per Aprile 2021.

Con quale attore e regista ti piacerebbe lavorare?

Di grandi registi ce ne sono tanti. Quasi difficile sceglierne uno. Se dovessi dire di alcuni registi stranieri, mi viene subito in mente Ridley Scott, Steven Spielberg e David Cronemberg, Lars von Trier; completamente diverso da cinema mainstream, più ricercato. Invece in Italia stimo moltissimo Giuseppe Tornatore, Gabriele Muccino e Bernardo Bertolucci. Mi piacerebbe che qui in Italia si facesse un qualcosa di diverso: un film in stile “Fast&Furious”, oppure “action hero” perché purtroppo non esiste un film d’azione. Abbiamo avuto negli anni ’70 e ’80, film polizieschi poi si è passato solo alle commedie.

Diego Riace

Qual è secondo te, una caratteristica fondamentale che deve possedere un attore?

Credo che un attore debba andare oltre i propri limiti, i blocchi che la società e la famiglia impongono e poi riuscire a fare un lavoro introspettivo. Anche io sul set avevo paura, avevo il cuore a mille ma nessuno lo percepiva perché sono stato bravo a non far trasparire le varie emozioni. L’importante è mantenere la calma altrimenti si rischia di andare nel panico. Questa consapevolezza te la dà l’esperienza, il teatro, lo studio.

Progetti futuri?

E’ tutto fermo, a causa del covid.  E’un punto interrogativo. Ho fatto un provino ma non ho idea se il film partirà o meno. Doveva uscire nelle sale “La Belva”, film d’azione diretto da Ludovico Di Martino con Fabrizio Gifuni ed ora sono concentrato nella produzione indipendente con David Petrucci, un regista italiano, versatile e completo.  Lo stimo enormemente: ha la capacità di raccontare in modo interessante; il suo essere visionario rende tutto molto magico e questo nostro progetto si intitola “The black secret” al quale sono molto affezionato: film muto e girato interamente in bianco e nero, una cosa mai vista.

Il progetto che porti più nel cuore?

Barbarians” e il film “The black secret”. Quelli che porto più nel cuore. E’ un periodo di trasformazione per me.

AUTHOR

Chiara Alonzo

Nata a Cassino, sin da piccola si appassiona al mondo del cinema, della televisione e del giornalismo, grazie anche all’influenza professionale di suo padre. Si laurea in Scienze della Comunicazione e muovi i suoi primi passi in radio.Si definisce una persona molto curiosa, caparbia e determinata e, forse, anche grazie a questo, ha la fortuna di perseguire i suoi sogni. Attualmente lavora come autrice e nella produzione di format televisivi e documentari.

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